Il nuovo impianto, nonostante la sua breve vita produce un olio bio dal sapore, per così dire, moderno, o meglio attualizzato rispetto alle nuove esigenze gastronomiche. Le cultivar che la compongono sono: Biancolilla, Nocellara del Belice e Cerasuola.
Il mandorleto, posto in una valle, abbellisce il panorama già dalle prime settimane di febbraio. La bellezza estetica dell’albero con la sua candida fioritura precoce, già a partire dal mese di febbraio sbocciano i primi fiori, che nel candore del loro colorito mostrano riflessi rosacei, è foriera della bontà del suo frutto. Il connubio tra bellezza e bontà è reso manifesto da questa coltura che dà una nota di colore primaverile a un’azienda interamente biologica.
Il vigneto, appena reimpiantato è composto da tre cultivar differenti scelte sulla base della resistenza al clima e agli agenti parassitari e alla continuità rispetto al territorio: il bianco è il grillo, il rosso un antesignano del Nero d’Avola, il Calabrese. A queste due varietà si aggiunge il Perricone, un invaghimento della titolare per il vino che da essa si produce.
Le erbe officinali appena impiantate profumano i dintorni con le loro note caratteristiche.